Auto storiche: come rimetterle in strada, anche senza ASI
Aggiornata il 22 settembre 2026
La risposta breve: un’auto storica ferma, senza documenti o radiata d’ufficio può quasi sempre tornare a circolare. Il percorso è certificato di rilevanza storica da un registro riconosciuto, collaudo e reimmatricolazione (art. 60 CdS e DM 17/12/2009). L’attestato ASI non è un requisito di legge. L’eccezione vera è la demolizione volontaria in un centro di raccolta dopo il 2006: lì il veicolo è giuridicamente morto.
L’ASI non è obbligatorio
Per decenni “iscrivere all’ASI” è stato sinonimo di “auto storica”, complice la diffusione dei club federati. Ma la norma parla di registri, al plurale: l’art. 60 CdS mette sullo stesso piano giuridico ASI, Registro Storico Lancia, Registro Italiano FIAT, Registro Italiano Alfa Romeo e, per i motoveicoli, la FMI.
Ai fini della legge sono equivalenti. Cambiano le tariffe, i tempi di rilascio del momento e i requisiti del fascicolo fotografico, e cambia la convenienza a seconda del veicolo: una Fiat va spesso più veloce sul Registro Italiano FIAT. È una scelta di percorso, non un obbligo.
Radiata come? La domanda che decide tutto
Prima del registro va capito lo stato giuridico del veicolo, perché è quello a dire se l’operazione è possibile:
- Radiazione d’ufficio, per mancata revisione, bolli non pagati o esportazione fittizia: è il caso migliore. Il veicolo esiste ancora giuridicamente come “cessato dalla circolazione” e si reimmatricola.
- Cessazione volontaria dalla circolazione, quando il vecchio proprietario ha consegnato le targhe: recuperabile con un percorso simile.
- Demolizione volontaria con certificato di rottamazione dopo il 2006: il telaio è cancellato in via definitiva e il recupero legale è, salvo eccezioni rare, impossibile.
- Mai immatricolata in Italia, cioè importata d’epoca: si segue il percorso dell’immatricolazione di provenienza estera, con il registro storico a supporto della datazione.
Se stai per comprare un progetto di restauro, verifica questo punto prima di pagare: una visura al PRA costa pochi euro e può salvarne migliaia.
Il certificato di rilevanza storica
È il documento che attesta l’interesse storico e collezionistico del veicolo. Lo rilasciano i registri dell’art. 60 CdS su fascicolo fotografico e tecnico: il veicolo deve avere almeno 20 anni e conservare le caratteristiche originali di fabbricazione, o un restauro conforme. Il CRS serve sia per la reimmatricolazione sia per le agevolazioni, e arriva in genere in 3-8 settimane a seconda del registro.
Collaudo e ritorno in strada
Con il CRS in mano il veicolo passa la visita e prova: si verificano freni, luci, sterzo e telaio con i criteri tecnici dell’epoca di costruzione, non con quelli attuali. Un’auto del 1965 non deve avere l’ABS.
A esito positivo si ottengono targhe e carta di circolazione attuali oppure, con la pratica dedicata introdotta nel 2021, la riedizione delle targhe d’epoca: un dettaglio che per i collezionisti cambia il valore dell’auto.
Il percorso completo, in quattro passi
- Visura e diagnosi, 24 ore: stato giuridico, proprietà, percorso possibile.
- Fascicolo per il registro: fotografie secondo lo standard richiesto, dati tecnici, eventuale perizia.
- Preparazione tecnica del veicolo secondo i criteri della sua epoca.
- Collaudo e reimmatricolazione, con targhe attuali o d’epoca.
Un recupero tipico si chiude in 4-8 settimane. La voce più variabile è la storia del veicolo: per questo il preventivo arriva scritto dopo la visura, che da noi è gratuita. A parte vanno le quote del registro e i diritti di immatricolazione. I casi complicati, come proprietà da sistemare, telai ribattuti o importazioni, fanno storia a sé, e te lo diciamo alla diagnosi, non a metà strada.
Cosa si ottiene, oltre alla strada
- Bollo: riduzione del 50% per i veicoli fra 20 e 29 anni con CRS annotato; regime agevolato o esenzione dai 30 anni, secondo la regione.
- Assicurazione: polizze dedicate ai veicoli storici con premi molto ridotti rispetto a una polizza ordinaria, tipicamente vincolate all’iscrizione a un club.
- Valore: un veicolo documentato e reimmatricolato vale sensibilmente più dello stesso mezzo senza carte.
La revisione, invece, resta obbligatoria come per gli altri veicoli, con regole particolari solo per alcune categorie ante 1960.
In sintesi
- Un veicolo con più di 20 anni e caratteristiche originali può essere riconosciuto di interesse storico (art. 60 CdS) tramite iscrizione a un registro.
- L'attestato ASI non è obbligatorio: il certificato di rilevanza storica può arrivare da qualsiasi registro riconosciuto (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, FMI per le moto).
- Le auto radiate d'ufficio possono tornare a circolare: certificato di rilevanza storica, collaudo e reimmatricolazione.
- I veicoli demoliti volontariamente in un centro di raccolta dopo il 2006 in genere NON sono recuperabili: va verificato al PRA prima di comprare.
- Un recupero tipico si chiude in 4-8 settimane; il riconoscimento storico dà accesso a riduzioni assicurative e allo sconto bollo del 50% dai 20 anni con CRS.
Domande frequenti
Serve per forza l'ASI?
No: il certificato di rilevanza storica può essere rilasciato da uno qualsiasi dei registri riconosciuti dall'art. 60 CdS (ASI, Storico Lancia, Italiano FIAT, Italiano Alfa Romeo, FMI). L'ASI è semplicemente il più noto. Ai fini di legge sono equivalenti: cambiano tariffe, tempi e requisiti dei fascicoli fotografici.
Quanto costa rimettere in strada una storica radiata?
Dipende dalla storia del veicolo: dopo la visura, che da noi è gratuita, ricevi un preventivo scritto. A parte vanno le quote del registro, in genere 100-300 € fra iscrizione e certificato, e i diritti di immatricolazione.
Posso rimettere le targhe originali?
Sì: dal 2021 è possibile la reimmatricolazione con targa e libretto d'epoca (targhe originali o riedizione), pagando un diritto fisso. È una pratica aggiuntiva che curiamo su richiesta.
L'auto era di mio nonno ed è ferma da 30 anni: da dove parto?
Dal numero di telaio e da una visura al PRA: in 24 ore sappiamo se è radiata, come, e qual è il percorso di recupero. Questo primo check da noi è gratuito.
L'auto è intestata a una persona deceduta: complica?
Serve sistemare prima la proprietà, con successione o atto notorio a seconda del caso. Capita spessissimo e fa parte della ricostruzione documentale che seguiamo.
Fonti
La teoria è qui. La pratica la facciamo noi.
Verifica gratuita di idoneità: esito immediato e onesto.